Il termine “rifiuti ingombranti” descrive in modo appropriato questo materiale riciclabile: si tratta infatti di rifiuti voluminosi che, di norma, non trovano spazio nel contenitore per la raccolta differenziata.
Se definito con maggiore precisione dal punto di vista della tecnologia di riciclaggio, il materiale ingombrante è un tipo di materiale molto eterogeneo. Per quanto riguarda la composizione, le dimensioni e la distribuzione granulometrica. Tra i componenti tipici figurano il legno, la plastica, i mobili e i tessuti, i materassi o i materiali compositi. Si tratta quindi di molti materiali ad alto potere calorifico, che per questo motivo vengono spesso utilizzati come combustibili sostitutivi nel recupero termico.
E poiché questo processo di recupero termico impone requisiti specifici al materiale in ingresso, i rifiuti ingombranti, dopo la raccolta, devono essere prima trattati in vista dell’incenerimento.
In questo contesto vengono spesso utilizzati trituratori, separatori di metalli ferrosi e non ferrosi, nonché vagli, come ad esempio i vagli per materiali riciclabili SPALECK. Questi consentono una classificazione precisa dei rifiuti ingombranti in base alle dimensioni dei frammenti. La vagliatura ha lo scopo di produrre un combustibile alternativo ottimale per la combustione e, di conseguenza, di alta qualità.
Ottimizzazione del recupero termico grazie alla scelta della grana adeguata del setaccio
«Forse lo avete notato durante un falò privato: i piccoli rami del sottobosco bruciano rapidamente e completamente, mentre i ceppi più grossi continuano a ardere la mattina seguente, senza però bruciare completamente», esordisce Dominik Becker, esperto di vagliatori presso SPALECK, illustrando l’importanza della vagliatura nella produzione di combustibili alternativi a partire dai rifiuti ingombranti.
“L’obiettivo dei nostri clienti è quello di ottimizzare i rifiuti ingombranti per il recupero termico attraverso la selezione in base alle dimensioni. Sia la frazione fine che quella sovradimensionata devono essere vagliate in modo affidabile, in modo che alla centrale termica venga fornito solo il materiale con caratteristiche di combustione ottimali», ha proseguito Dominik Becker.

Tale principio si applica anche ai rifiuti commerciali e industriali, nonché alla produzione di RDF.
Nel presente esempio di progetto, l’azienda di riciclaggio necessitava della separazione in due frazioni di destinazione ai fini del recupero termico
- 0 – 40 mm
- 40 – 125 mm
- e > 125 mm.
Il materiale sovradimensionato proveniente dall’ > e da 125 mm viene quindi convogliato nel trituratore per essere ulteriormente frantumato e, successivamente, viene anch’esso destinato al recupero termico.
Prove di vagliatura per individuare la configurazione ottimale del vaglio per i rifiuti ingombranti
«L’azienda di riciclaggio conosce le esigenze dei propri acquirenti di combustibili alternativi. Per questo motivo effettuiamo prove di vagliatura utilizzando il materiale di partenza originale fornito dall’azienda di riciclaggio», spiega Dominik Becker descrivendo il tipico svolgimento di un progetto volto a individuare la tecnica di riciclaggio ottimale per i rifiuti ingombranti.
Presso lo SPALECK TestCenter, i tecnici applicativi specializzati in tecnologia di vagliatura effettuano prove di vagliatura in collaborazione con gli esperti di riciclaggio dell’impianto di trattamento. “In questo caso specifico, l’azienda di riciclaggio ci ha consegnato circa 15 BigBag contenenti i tipici rifiuti ingombranti raccolti”, riferisce Frederik Stening, responsabile della tecnica applicativa presso SPALECK.
Prima di procedere a una prova di vagliatura, si discutono questioni e obiettivi quali, ad esempio, i seguenti:
- Quali frazioni granulometriche sono ottimali per la combustione?
- Qual è la capacità di produzione richiesta?
- Come vengono trattati i rifiuti ingombranti?
- Quale livello di qualità deve raggiungere il combustibile sostitutivo?
“Questi aspetti, unitamente agli obiettivi economici della lavorazione, offrono al cliente e a noi la possibilità di sperimentare diverse configurazioni della vagliatrice. Cosa contiene realmente il materiale? La granulometria è già stata scelta in modo ottimale? Oppure un adeguamento dei vagli potrebbe offrire nuove opportunità di commercializzazione?», prosegue Frederik Stening.
Le approfondite prove sui materiali effettuate presso il TestCenter sono gratuite per i potenziali clienti. Il principale valore aggiunto per lui risiede nel fatto che può testare, ottimizzare e verificare il proprio investimento in impianti già in fase preliminare su scala industriale.
Frederik Stening: «Il TestCenter non solo ottimizza la lavorazione, ma funge anche da polo di sviluppo e innovazione per l’economia circolare. Il cliente trae un vantaggio immediato da ulteriori prove di vagliatura relative al proprio settore e alla propria classe di materiali».

Dopo il collaudo, si passa alla produzione: progettazione di una vagliatrice per rifiuti ingombranti
Sulla base dei risultati delle prove di vagliatura e della consultazione con il cliente, si definisce così una configurazione ottimale per il processo di vagliatura. In questo modo vengono definiti gli elementi fondamentali della configurazione del vaglio, quali ad esempio la disposizione e le dimensioni del piano di vagliatura, la distribuzione del materiale e le caratteristiche tecniche.
Dominik Becker: «È in questa fase che vengono discussi e definiti aspetti quali la situazione di installazione, la disposizione dell’impianto e i dettagli costruttivi.» Nel presente progetto di riciclaggio per il trattamento dei rifiuti ingombranti, il vaglio per materiali riciclabili è stato configurato su misura secondo il principio SPALECK ModularDESIGN +. La vagliatrice è quindi dotata di una struttura portante in acciaio e di canalette per le frazioni fini e di destinazione. In questo modo, l’operatore addetto al riciclaggio può posizionare la macchina senza difficoltà sui cassoni di stoccaggio in calcestruzzo.
La sospensione pneumatica SPALECK SmartSUSPENSION per vagliatrici garantisce il massimo smorzamento delle vibrazioni della vagliatrice.
La soluzione in dettaglio: una vagliatrice per rifiuti ingombranti configurata in modo ottimale
L’impianto qui illustrato è stato progettato specificatamente per il trattamento dei rifiuti ingombranti. L’impianto tratta circa 20 tonnellate di materiale all’ora e classifica i rifiuti ingombranti in base alle dimensioni nelle frazioni 0 – 40, 40 – 125 e nella frazione di granulometria superiore a > 125 mm.
Le dimensioni target comprese tra 0 e 40 e tra 40 e 125 millimetri sono state definite di comune accordo con il cliente e soddisfano esattamente i requisiti del recupero termico.

Conclusione: il trattamento economico dei rifiuti ingombranti non inizia con la scelta di un vagliatore standard. Si tratta di determinare e verificare l’impostazione corretta per il materiale del cliente. Proprio per questo motivo, all’inizio del progetto non è stata la macchina a fare da protagonista, bensì la prova congiunta dei materiali. Ciò garantisce sicurezza nella pianificazione e costituisce la base per una corretta configurazione della macchina.
Desidera anche Lei testare il Suo materiale? La invitiamo cordialmente a visitare il Suo TestCenter SPALECK.
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Video esplicativo e animato del vaglio per materiali riciclabili SPALECK
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Vaglio per materiali riciclabili nel trattamento del legno di scarto finalizzato al recupero termico
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